giovedì 21 ottobre 2010

Quando il mezzo fa la differenza...


Premessa, tanto scontata quanto necessaria: l'attrezzatura per quanto ottima non farà mai, da sola, una buona foto.

Però una buona lente usata come si deve può dare risultati unici.
E' il caso di questo scatto (a fondo pagina) che amo particolarmente. Di per se nulla di eccezionale, soggetto classico ed inquadratura non particolarmente originale, ma è un buon esempio per mostrare quanto un'ottica eccezionale possa aggiungere la "sua magia" alla foto.

Zeiss Planar 50mm f/1.7
L'obiettivo in questione è uno Zeiss Planar T* 50mm f/1.7 fratello minore del blasonato f/1.4 di cui non eguaglia l'incredibile tridimensionalità ma di cui mantiene tutte le caratteristiche che rendono questi vetri di mamma Zeiss tra i migliori normali mai prodotti.
Le caratteristiche che preferisco di questa splendida ottica sono la resa cromatica, i delicati passaggi tonali e lo splendido Bokeh pastoso.
Caratteristiche che si esaltano nello scatto in questione dove, utilizzato a tutta apertura, regala uno sfocato da urlo; caldo e pastoso, chiaro marchio di fabbrica Zeiss.

Ma la resa finale, va detto, non è solo merito dell'ottica. Scattando in analogico va sempre messo in conto anche il tipo di pellicola in uso. In questo caso parliamo di una delle mie preferite, la Kodak Portra 400NC (dove NC sta per natural color). E' una negativa a colori molto particolare che conferisce alle foto una resa cromatica dall'impronta tenue e "pastellosa" unita ad un basso contrasto generale.
E' un tipo di pellicola difficile da gestire agli inizi e non adatta a tutti gli scatti ma che una volta capita mette a disposizione una tavolozza di tinte delicate che consente precise scelte stilistiche altrimenti impossibili (o quasi).
La nota dolente è che Kodak ha deciso che le attuali Portra (NC e VC) usciranno di produzione a breve e saranno sostituite da una nuovo supporto dalle caratteristiche meno "estreme". Da un lato un piccolo dramma per gli amanti delle NC ma dall'altro una segnale positivo per gli amanti della pellicola segno che la ricerca in questo campo è vitale.

Altro elemento fondamentale, forse il più importante in fotografia, è la luce.
In questo caso le condizioni erano di cielo coperto e conseguente luce morbida e diffusa.
Condizioni perfette per ottenere il risultato cercato.
Beh che dire ancora... buona visione.

Old Style
Old style
Yashica FX-D
Zeiss Planar T* 50mm f/1.7
Kodak Portra 400NC

2 commenti:

  1. Dal punto di vista artistico la foto mi piace molto, anche se un pignolo come me non può che notare che il soggetto non è perfetto: la catena antifurto stona un po' :-P
    Bisogna però avere davvero molta capacità di osservazione per cogliere questi particolari che alla maggior parte delle persone sfuggono: complimenti. Ho imparato nel mio piccolo che una bella foto si cela d'appertutto: anche ora, stando fermo sulla mia sedia, sono certo che ci sarebbe un angolo, un particolare, un dettaglio che un bravo fotografo renderebbe unico.

    Dal punto di vista tecnico, invece, non ho davvero competenza e mi fido di quel che dici. Mi impressiona pensare che una pellicola sia "difficile da usare", considerando anche il fatto che prima di vedere il risultato è necessario passare attraverso tutto il processo di sviluppo: imparare ad usare un sensore in confronto è una bazzecola!

    Generalmente tendo ad essere scettico riguardo all'analogico, in tutti i campi. Probabilmente i CCD e i CMOS non hanno ancora la maturità delle pellicole e forse sono inferiori, ma ti chiedo: posto che abbiamo un sensore di grande qualità, colori fedeli e nessun rumore, davvero non è meglio usare una tecnologia digitale e "neutra", per poi fare postproduzione, rispetto a una tecnologia molto più scomoda e con personalità?

    Io credo che le potenzialità di un'elaborazione digitale fatta bene (cioè non invasiva) sia destinata (se non l'ha già fatto) a soppiantare le pellicole definitvamente.

    Detto questo, evviva chi mantiene comunque in vita questo mezzo!

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  2. In quasi tutti i campi la fotografia digitale ha soppiantato la pellicola. La comodità e la praticità del file digitale sono innegabili e in campo professionale, tranne alcuni rari casi, sono ormai indispensabili.
    Diverso discorso è, secondo me, la fotografia Artistica. Dove non sono tanti i limiti tecnici dei sensori attuali (bruschi passaggi tonali e scarsa latitudine di posa su tutti) a fare la differenza ma il senso di "innaturalezza" che contradistinguono le foto digitali se direttamente confrontante con una stampa analogica.
    E' una sensazione. Ma c'è.
    Il digitale ha un suo linguaggio, asettico e plastico che, sempre secondo me, è troppo limitante da un punto di vista Artistico.
    Per questo confido che la fotografia analogica avrà sempre un suo piccolo spazio in questo ambito.

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