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lunedì 22 novembre 2010

Macro in economia con Nikon

Pur essendo un settore molto particolare, la fotografia macro, da sempre, genera grande interesse in chi si avvicina al mondo reflex. Lo si capisce sfogliando qualunque forum o sito dedicato alla fotografia dove le discussioni e gli articoli sull'argomento si sprecano.
Un pò perchè gli scatti macro hanno un fascino e una "spettacolarità" tutta loro e un pò perchè tecnicamente non sono semplici da realizzare e richiedono attrezzatura e competenze particolari.

Esistono diversi modi per approcciarsi alla macro fotografia. Due sono forse i più comuni e differiscono tra loro innanzitutto per il diverso impegno economico richiesto. Ma esiste anche una terza strada, meno conosciuta, da me scelta e che vi descriverò più avanti.

Il Kit R1C1 di Nikon

Chi ha soldi da spendere potrà scegliere tra una vasta gamma di ottiche micro di altissimo livello.
Con circa 800 Euro un AF-S VR Micro - Nikkor 105mm f/2.8G IF-ED permette di entrare nel mondo macro dalla porta principale.
Per risparmiare un pò si può guardare in casa Sigma, Tokina o Tamron, tutte producono ottiche macro di altissimo livello.
Un Tamron SP 90mm f/2.8 D si porta via per "soli" 400 Euro circa.
Ed il tutto si può abbinare ad un flash anulare o al costosissimo sistema  R1C1 di Nikon.

Esiste poi la strada economica, quella che potremmo definire degli  "accrocchi".
Lenti close-up, anelli di prolunga, inversione delle ottiche, etc...
Tutti sistemi che permettono ingrandimenti di buon livello anche con un 50mm standard.
Extension Tube su un Nikkor 50mm f/1.8
Prezzi contenuti ma qualità non all'altezza di ottiche studiate appositamente per le riprese ravvicinate.
Se volete sperimentare questa affascinante strada vi basterà fare qualche ricerca su internet. Il web è pieno di siti sull'argomento.
I risultati che si possono ottenere sono talvolta sorprendenti e soprattutto è sicuramente divertente sperimentare queste soluzioni per pochi euro.


La terza via, quella meno conosciuta, è quella che ho deciso di seguire io. Non volendo spendere cifre "folli" per un sistema professionale all'ultimo grido e non essendo soddisfatto dei risultati ottenibili con lenti close-up, inversioni, etc...ho fatto un pò di ricerche nell'immenso parco ottiche Nikkor del passato, tenendo ben presente che:
  1. Tutte le ottiche Nikkor Ai e Ai-s prodotte dal 1977 ad oggi sono compatibili con qualunuque reflex digitale Nikon. 
  2. Le ottiche Ai e Ai-s sono manual focus e sui modelli di reflex entrylevel e prosumer si perde anche l'uso dell'esposimetro.
  3. Nella fotografia macro si focheggia rigorosamente in manuale.
Fatte queste premesse, cosa cercare?
Essenzialmente, per il loro prezzo e la loro qualità, sono due le ottiche che ci interessano:

Micro-Nikkor 55mm f/2.8 Ai-s
  • Micro-Nikkor 55mm f/2.8 Ai o Ai-s
  • Micro-Nikkor 55mm f/3.5 Ai o Ai-s
Sono due ottiche praticamente identiche, la prima ha una miglior resa all'infinito la seconda un miglior nitidezza nell'uso macro. Sono entrambe di qualità eccelsa, tranquillamente paragonabili ai macro di ultima generazione e su ebay si trovano a prezzi tra i 70 e i 150 Euro (!).
Entrambe arrivano ad un ingrandimento 1:2 e vanno quindi associate, per ottenere un vero ingrandimento macro, ad un anello di prolunga (10~30 euro).
Insomma con poco più di 100 euro si possono ottenere gli stessi risultati di un AF-S Micro Nikkor 60mm f/2.8G ED che costa 5 volte tanto.

Vediamo che pecche ha questo sistema.

Prima di tutto precisiamo che la messa a fuoco manuale non è un problema. Quando si lavora in macro, di norma, si mette a fuoco alla minima distanza e poi si sposta la macchina avanti e indietro sino a trovare la corretta nitidezza. E' la prassi per quasi tutti gli scatti.

Discorso diverso per l'esposizione. Se avete una Nikon D300 o superiore l'esposimetro funzionerà senza problemi, ma per macchine come la mia D70 la cosa si complica un pò.
L'istogramma su una Nikon D40
In realtà meno di quanto si creda.

Si scatta, si guarda l'istogramma e si aggiusta il tiro sino a trovare la corretta esposizione.
Si deve ottenere una curva con il picco più o meno al centro dell'asse X senza avere pixel agli estremi che siginificherebbero zone bruciate o completamente nere.

Se il picco è troppo a destra l'immagine è sovrapposta, se è troppo a sinistra è sottoesposta.
L'importante è mantenere il grafico dentro i limiti di nero e bianco assoluto, visto che l'esposizione si potrà comunque aggiustare in un secondo momento in fase di postproduzione.

Altro problema è la focale di queste ottiche: 55mm.
Significa che la distanza di lavoro per avere il massimo dell'ingrandimento è di soli 25cm. Questo potrebbe rendere difficile  immortalare insetti e animali particolarmente timidi. Se siete entomologi in erba un 105mm o una focale maggiore sono le scelte più indicate.

Oltre all'ottica, l'altro strumento fondamentale in macro fotografia è il flash.
Continuando a guardare al passato si possono trovare soluzioni economiche e assolutamente professionali.
Io posseggo due flash:
  • Nikon SB-25 (50~70 euro)
  • Contax CLA-30 (10~20 euro)
Per il nostro scopo va bene qualunque flash compatibile con Nikon che possa essere impostato manualmente. Ne esistono migliaia, di qualunque fascia di prezzo.
L'SB-25 in realtà è un piccolo lusso, ma l'ho scelto perchè posso usarlo anche in TTL sulla mia Nikon FE2 e in AUTO sulla D70.

Il classico Flash Trigger wireless di prima generazione
Per l'uso in macro è però importante usare il flash off-camera. Ossia non montato sulla slitta flash della propria macchina ma posizionato (di solito) lateralmente al soggetto per aggiungere tridimensionalità alla scena.
Come comandare in remoto un flash?
La soluzione economica è procurarsi dei flash trigger wireless cinesi.
Ne esistono di diverse marche (anche se i modelli base sono in realtà un paio). Io con soli 15 euro mi sono aggiudicato un trasmettitore e due ricevitori Neewer CT-04 che funzionano alla grande.

Tenete comunque presente che due flash non sono indispensabili. Un solo flash ed un piccolo pannello riflettente sul lato opposto del soggetto a schiarirne le ombre andranno bene nel 90% delle occasioni (io come pannello riflettente uso i coperchi in cartone delle vaschette alimentari della Cuki).

Insomma, se sapete sfruttare ebay, con circa 150 euro sarete in grado di avere un kit completo per la macro fotografia di livello professionale. Ma l'attrezzatura giusta non è garanzia di buoni risultati, c'è molto da studiare...ma questa è un'altra storia.


Dead Fly
Camera: Nikon D70 handled @ ISO 200
Lens: Micro 55mm f/2.8 Ai-S + 25mm Extension Tube @ f/11
Strobist Info: Nikon Sb25 @ 24mm 1/32 of power at the right of the subject triggered with Neewer CT-04 || Silver panel on the left

Butterfly
Camera: Nikon D70 handled @ ISO 200
Lens: Micro 55mm f/2.8 Ai-S @ f/11
Strobist Info: Nikon Sb25 @ 24mm 1/16 of power at the left of the subject triggered with Neewer CT-04


Gazania
Nikon D70
Micro-Nikkor 55mm f/2.8 Ai-S
25mm Panagor Extension Tube

lunedì 18 ottobre 2010

La pellicola è poesia

Ciao a tutti.
Mi chiamo Alberto e questo è il mio primo post.
A dire il vero potrebbe essere anche l'unico.
Mi conosco, sono incostante e molto molto pigro.

Che dirvi di me, sono nato nei favolosi anni '70, quindi non sono più giovincello. Ma la mia viscerale passione per la fotografia risale a solo due anni fa. Inutile dirlo, siamo nel 2008,  la mia prima macchina fotografica è stata una gloriosa Nikon D70 di seconda mano che ancora uso ed è tuttora la mia unica fotocamera digitale.
Ma è il mio primo post e non vorrei annoiarvi con queste vecchie storie...

Vorrei invece parlarvi della mia personale scoperta di una strada alternativa, un percorso tanto impervio quanto gratificante: la fotografia analogica.

Ecco la storia:
Era l'autunno del 2008 quando, bazzicando su ebay, scopro l'esistenza di uno sconfinato universo di macchine a pellicola in vendita a prezzi irrisori. Incuriosito inizio a studiare la cosa. Studio marche e modelli e scopro, soprattutto su flickr, un ancor più interessante universo fatto di immagini analogiche. Immagini magiche.
Così mi decido, monitorizzo ebay e in pochi giorni mi aggiudico una Yashica FX-D con 50mm f/1.9 alla bellezza di 19 euro... ebbene si, 19 euro!

Arriva e mi procuro, non senza difficoltà, una rullino di Kodak T-Max 400.
Ricordo ancora la paura nell'usare un mezzo così particolare ed il fascino misterioso dell'oggetto, della pellicola e della fotografia (quella vera).
Caricare il rullino, la messa a fuoco manuale, la leva di carica... un universo nuovo.

Scatto, scatto, scatto per trentasei volte e poi porto finalmente a sviluppare.
La mia fortuna è avere sotto l'ufficio un buon fotografo "vecchio stile": Dia Point (chi è di Genova lo conoscerà) e così, per altri 4,50 euro + 1,50 di provini le mie prime foto prendono vita .
Non sono niente male e ne scelgo alcune per la stampa.

Finalmente le vado a ritirare. Le guardo. E boh... non so... li per li mi sembrano moscie e spente, non saprei. Le guardo e le riguardo, ne scelgo una e l'appendo sulla parete di casa dedicata alle foto, in mezzo a una dozzina di altre immagini digitali.
 
Yashica FX-D
Yashica ML 50mm f/1.9
Kodak T-Max 400
Trascorrono i giorni e ogni volta che passo davanti a quella parete non posso fare a meno di notare quella foto.
Li per li non ne capisco il motivo, ma più i giorni passano più ruba la scena alle altre.
E' fatta. Dopo una settimana ne sono perdutamente innamorato.
La fotografia argentica mi è entrata dentro.
Le restanti foto sulla parete sono d'improvviso insulse, scialbe, fredde ed insignificanti.

La magia è compiuta.

Da allora tante cose sono cambiate.
Il mio "parco macchine" analogiche si è espanso (Rolleicord, Nikon FE2, Contax 39Q, Olympus 35RC... e tante altre...) e soprattutto la mia passione per la fotografia chimica è cresciuta a dismisura.

Ora sviluppo e stampo da me, e la spesa, altrimenti non proprio esigua, si è ridotta quasi a zero. Le pellicole ho imparato a comprarle online, risparmiando tantissimo. E la cosa forse più importante è che sono entrato in contatto con un mondo fotografico che vive sì nell'ombra ma che è vivissimo e che, almeno per me, è estremamente più interessante e stimolante dell'universo fotografico attuale, tutto preso a parlare di megapixel e sensori e lontano da tutti quelli aspetti poetici dell'Arte fotografica che emergono invece prepotenti nel microcosmo fatto di chimici e artigiani della pellicola.

Lo so, vi ho detto poco e nulla della magia che è scattata da quella foto appesa al muro. Ma l'amore per la fotografia analogica ognuno la può, se vuole, cercare da se. Sono convinto che il 99% delle persone, distratte come sono, non noterebbe mai la differenza tra una foto digitale ed un'analogica, ma in fondo si scatta e si stampa per se stessi e per quel 1% che ha la sensibilità e l'attenzione adatta ad apprezzare la poesia di una fotografia. Una foto-grafia vera, scritta con la luce.
A presto. (spero)

Alberto.


P.S.
Se siete curiosi questo è lo slideshow del mio primo rullino.